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» CATHERINE SWEENEY - scrittrice di viaggi. Ha soggiornato a Palazzo Catiglioni ad Aprile 2016. Ecco alcuni articoli, scritti dopo il suo soggiorno:

- Highlight of Mantua, 2016 Capital of Culture

» EILEEN OGINTZ - giornalista e creatrice del blog "Taking the Kids", è considerata un’esperta in viaggi per famiglie. I suoi articoli ed interviste sono pubblicati dai più importanti giornali americani come USA Today, Wall Street Journal, New York Times. Ha inoltre partecipato a programmi televisivi come “48 Hours”, “The Today Show,” “Good Morning America” and “Oprah”. È stata recentemente ospite a Mantova a Palazzo Castiglioni (ottobre 2014) ed ha in seguito redatto alcuni post sul suo blog. Questi sono i link:

- Mantova Italy - a hidden gem of history, art, music and literature
- Salamanders, giants, horses — a Renaissance pleasure palace in Italy
- Now this is a real pasta machine: in the charming village of Grazie

» RODNEY BOLT - writes biography and historical fiction. His books are known for their engaging, readable style, and for rich and penetrating research, read the article on Travel Telegraph september 2014.

» URBAN ITALY - May 16 2014. After 20 hours on my feet, includ­ing two planes, six meet­ings in Milan and an infer­nal two-hour rail jour­ney on a treno regionale, I finally got to des­ti­na­tion: Man­tua - Leggi tutto...

» CANDICE LAKE - è una fotografa londinese, blogger e modella, che collabora regolarmente con  Vogue UK, Vogue Australia, Glamour UK photographer.  Leggi l'articolo...

» JOSEPH EPSTEIN - The Wall Street Journal. July 27, 2013 (US edition page C13): The Prince’s Man

» Food&Travel - Leggi articolo

» The Lifestyle Journal - Un Weekend Fuori Porta

» Gazzetta di Mantova - leggi articolo 6 ottobre 2011

» Maisons de style - numero 2, maggio 2013

 

Recensioni tratte da TripAdvisor (visita il nostro profilo)...

  

“Un tuffo nella storia con tutti i comfort di oggi” - 1 ottobre 2012  *****
Ho avuto la fortuna di soggiornare nella torre del meraviglioso Palazzo Castiglioni. Affreschi del '500 a tutte le pareti, soffitti di 5 metri e arredi in stile ti portano in una dimensione lontana e magica. Giovanna C. leggi review

"Restful and attentive" - 24 giugno 2012  *****
We have just returned from a week in the Leone suite in this splendid twelfth century Palazzo. Guido, the owner, and Faustina, the housekeeper, could not have been more helpful or attentive. Nothing was too much trouble. The decor was fresh, the bathroom luxurious and pristine ( with the fantastic L'Erbolaria products provided daily), the complementary Nespresso was very welcome.. Andrea T  leggi review

"We had a wonderful time...." - july 2011 *****
We had a wonderful time in Mantova,  the location and comfort of the apartment was the base for our experience. it was truly amazing... Jane leggi review

"Brilliant" - Reviewed July 13, 2011 for a stay in July 2011  *****
Our stay in the Torre was everything we expected and more. We stayed for two weeks..... leggi review

 

Recensione di Davide Mattellini...

Non è la retorica della storia patria o il germe della cultura italica, ma il puro senso del bello che sembra innalzare pietra su pietra il monumentale Palazzo Castiglioni sopra lo spalto gotico-rinascimentale di piazza Sordello — già piazza San Pietro. Se in luogo della realtà stessimo vivendo nella poetica del teatro antico, qui le unità di tempo e di luogo lascerebbero libero spazio all’immaginazione e allo spirito di contemplazione, per trasferire finalmente l’osservatore in una dimensione indefinita: quella che si traduce in assoluto piacere dei sensi.

È impossibile sapere se questo palazzo padronale, già occupato nel XIII secolo dalla potente famiglia dei Bonacolsi, primi “capitani del popolo” nella nascente signoria, costituisca oggi per noi la più antica traccia di costruzione residenziale della città consegnata dai secoli. Di certo esso emerge fra le più longeve testimonianze, risultandone insindacabilmente la più imponente, la più elegante, la più integra e la meglio conservata. Senza necessità d’appello alla fantasia, qui ogni forma rievoca passo a passo le suggestioni cavalleresche di Chrétien de Troyes, la mitologia di Perceval e del sacro Graal, ovvero le seduzioni amorose del Roman de la Rose così come furono tradotte negli affreschi pisanelliani oggi esposti nel consimile Palazzo Ducale affacciato sul versante opposto di questa che in molti stimano fra le dieci piazze più belle del mondo.

Alla fascinazione della dottrina architettonica qui è possibile comunque assommare ulteriormente l’intrigo del mistero e gli allettamenti di ambienti aulici e cortesi. Come nella leziosa parodia wildiana del Fantasma di Canterville, anche fra queste mura aleggia la presenza più comica che inquietante di un’ombra: è Rinaldo Bonacolsi detto “il passerino”, ultimo rampollo della famiglia egemone spodestata dai Gonzaga nel cruento colpo di stato messo in atto nel 1328. Vogliono le cronache che Rinaldo venisse ucciso proprio in questa piazza e che il suo corpo mummificato fosse quindi esposto dai vincitori nella “Galleria della mostra” di Palazzo Ducale assieme ad altri macabri trofei, prima di essere gettato nelle acque tombali del lago di Mezzo già alle soglie del XVIII secolo. Per quell’infelice capitano del popolo la sorte ha lasciato in serbo una sopravvivenza superstiziosa, attribuendo al “fantasma del Passerino” una presenza incombente nei corridoî e nelle sale del palazzo che già fu suo. Ovviamente si tratta solo di gracili scricchiolii comuni a tutte le travature antiche, ma utili in ogni caso a perpetuare le presenze di quella storia imperitura che nel difetto della ragione si traduce in mito, prima che in vera gloria.

Al “fantasma” del Passerino fa nondimeno da contraltare la presenza viva dei conti Castiglioni, discendenti diretti di quel Baldesar Castiglione (6 dicembre 1478 – 8 febbraio 1529), che dai manuali scolastici di tutto il mondo ci è noto come colui che fu tra i sommi prìncipi intellettuali della Rinascenza. Protetto dai Papi, familiare al servizio dell’imperatore Carlo V, amico intimo di Raffaello e Pietro Bembo, a lui si deve l’elaborazione del codice etico e culturale recepito in tutte le corti europee del ’Cinquecento e sintetizzato nelle pagine immortali del Cortegiano, del quale il manoscritto originale è conservato a tutt’oggi fra i tesori di famiglia. Anche per Baldesar, morto a Toledo, ma le cui spoglie riposano onorate in terra virgiliana, c’è un posto eminente nel desco ideale di questo simposio di pietra ammannito nel nobile Palazzo Castiglioni. E la sua presenza, fra mille guerre vere o virtuali, fra innumerevoli sofferenze e ingiustizie mai debellate, fra scrupoli sintetici e preoccupazioni autentiche riservati dalla quotidiana contemporaneità, sta ancor oggi a insegnarci — quasi fossimo grazie a lui “cortegiani senza corte” — che nonostante tutto è ancóra possibile vivere in un mondo di pura bellezza e pura trascendenza: un mondo ove la cortesia e la nobiltà costituiscono un attributo dell’anima prima che del blasone, mentre la vera ricchezza contempla solo la forma degli ideali veri, non delle false promesse o dei surrogati della decadenza.